Quarta legge della robotica

Agli inizi degli anni ’40, nella mente di Isaac Asimov, si insidiò la grande concezione delle  Tre leggi della robotica. Esse riferiscono grandemente a 3 concetti che riguardano la necessità di sicurezza (la Prima Legge), servizio (la Seconda Legge) e prudenza (la Terza Legge). Gli enunciati sono i seguenti:

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
  4. Un robot non deve privare del pane l’uomo con il proprio operato, pena la distruzione o la messa in condizione di non economicità.

La quarta legge l’ho inserita io, che per certi aspetti può essere considerata un corollario della prima. Ma dargli una connotazione chiara, esplicita, secondo me ne aiuta la comprensione. Vero che si parla di fantascienza, ma la realtà supera sempre qualunque fantasia. E nel mondo reale comincia a succedere che l’uomo non abbia più nulla da fare perchè c’è un robot che lavora al posto suo. Le macchine hanno la loro importanza, ma l’uomo è più importante.

 

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