IBM i Series (As400) Vs. Microsoft SQL Server 2008 R2

Fantastico, semplicemente Fantastico. dopo anni e anni di deliri, trucchi e gabole finalmente c’è un modo per avere l’AS400 interrogabile e gestibile tramite la Management Console di SQL Server. Basta avere almeno i Series versione V5R4M0 con i Series Access alla versione SI37892 montata sul server DB. con pochi click, dichiarando AS400 come linked server, basta usare

SELECT * from Openquery (as400,’select * from <libreria>.<tabella>’)

per avere il risultato come se fosse una tabella di SQL Server. Esiste anche DELETE openquery e UPDATE openquery. Questo permette una migliore integrazione tra i due mondi che nella azienda moderna inizia ad essere veramente necessaria, in quanto i Series è solitamente l’ambiente di ERP e Gestionale e SQL Server è l’ambiente naturale per tutti i DB di produzione moderni.

 

tempDB

Il famigerato, fantomatico, enigmatico ma quanto mai strategico tempDB. Ci sono ricette in ogni angolo, per gestire questo recipiente in cui SQL Server fa tutto, ma proprio tutto. E quanti file dare a tempDB? 1, 2 o centomila? Ho provato personalmente che non c’è una regola “a priori” per sapere/capire quanti file devono essere dati a tempDB, solo l’evidenza sperimentale può confermare il successo dell’Ingegnerizzazione di questo database temporaneo. Ho anche sperimentato che non è banale aggiungere datafile (file .ndf), perchè la lavorazione del singolo statement SQL muta radicalmente, tanto da poter far crollare una applicazione enterprise, se questa non è scritta diligentemente. E a me, è successo, di vedere sbriciolata una applicazione, ma non per i tempi biblici di elaborazione, bensi per il frantumarsi degli assiomi che i programmatori si sono fissati nella propria mente e che non sono il frutto di alcun rigore scientifico. Non è neanche detto che il Raid su cui si trova il disco muti radicalmente i tempi di utilizzo dell’applicazione che sfrutta SQL Server. È tutto un gigantesco e delicato castello di carte… in cui occorre stare attenti a non giocare il jolly nel momento sbagliato (volevo scrivere ‘la matta’…).

A rigore di quanto descritto, rammento che secondo Linus Torvalds solo il tempo e gli utenti del software possano dichiarare un software migliore di un altro. Ergo, solo il tempo e gli utenti possono dichiarare soddisfacente una implementazione di un server database e l’implementazione dell’applicativo cui fa da fondamenta.

 

Dove mettere i server?

Spesso, vagando per aziende, ho visto server ‘appoggiati’ dove capita. Navigando per internet (in realtà in un sito che conosco benissimo) mi sono imbattuto in questo aggeggio e sono voluto andare a vederlo. Una grande scatola, in cui un individuo di 1,80 metri può entrare restando in piedi ed in cui si può collocare un rack o più da 36 unità ma non da 42. Come da descrizione è coibentato e con poche modifiche tra cui quella dell’adozione di un condizionatore, può benissimo diventare una sala server (anche da viaggio!). In definitiva è una soluzione economica per risolvere l’annosa questione ‘sala server’ che deve stare a 20 gradi, non ci si dovrebbe lavorare, che ha un inquinamento acustico non indifferente, con un discreto impatto elettromagnetico, che a sua volta è sensibile a questo argomento e che dovrebbe avere un impianto elettrico staccato da quello aziendale. Un bell’asso di briscola!